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A quissu je va in fumu lu cervellu!

A lui gli va in fumo il cervello quando pensa troppo! La frase “a quissu je va in fumu lu cervellu” aveva due significati, entrambi negativi. Il primo era che il soggetto in questione avesse un cervello tanto modesto A 7 persone piace questo articolo. Mi piace

“Se tté cchjàppe… se tté chjàppe…”

Quando i finanzieri correvano dietro alle “ladre di sale” Nelle zone del maceratese c’erano numerose sorgenti di acqua salata, per esempio a Penna San Giovanni o a Petrolo, e c’era una tassa sul sale… salata! A 13 persone piace questo articolo. Mi piace

Lo virbo de la vergara

Le tradizioni della nostra campagna raccontate da Cesare Angeletti Le cimici “curative” In situazioni particolari insetti, generalmente molto fastidiosi erano assai utili alla nostra “virba” vergara. A 12 persone piace questo articolo. Mi piace

Notizie vere, curiose e divertenti tratte da “Dicerie popolari marchigiane”

di Claudio Principi Il santino vecchio e Papa Sisto V Che fine faceva lu sandì (il santino) quando, liso e invecchiato, A 8 persone piace questo articolo. Mi piace

Notizie vere, curiose e divertenti tratte da “Dicerie popolari marchigiane”

di Claudio Principi Furgè e il nome dell’avvocato Furgè, persona di mente labile e memoria cortissima, dice che suo cognato per sostenere una causa si è rivolto a uno dei migliori avvocati di Macerata. A 8 persone piace questo articolo. Mi piace

Quando si ballava nella stalla

I ricordi “spettacolari” di Cisirino Il fiasco di vino bianco Quando ero agli inizi, a metà degli anni ‘60, si ballava anche in campagna. A 14 persone piace questo articolo. Mi piace

Attenti che quissu adè unu che pianda li chjodi!

Origine dei modi di dire della nostra terra: attenzione è un tipo che non paga i debiti! Era abitudine dei nostri nonni di piantare all’interno della porta d’ingresso di casa un chiodo al quale, poi, tagliavano la testa. A 9 persone piace questo articolo. Mi piace

San Serafino da Montegranaro

Un frate Cappuccino che operò un miracolo a Macerata Il 12 ottobre 1604, a mezz’ora di notte, tempo dell’Ave Maria, per la città di Ascoli Piceno si sparsero i rintocchi funebri della campana dei Cappuccini. A 10 persone piace questo articolo. Mi piace

“Tòccalu fòra” ossia invitalo, decisamente, a uscire!

Origine dei modi di dire della nostra terra “Tòccalu fòra” è un invito, usato sia con cortesia che con maniera forte (come a dire: “Ma va ‘ffanc…!”), A 8 persone piace questo articolo. Mi piace

Quanno de sopre “stacca la volletta”

Le nostre tradizioni raccontate da Cesare Angeletti “Cisirino” I nostri avi nascevano, vivevano e morivano nella loro casa. La norma era questa e andava rispettata.Se una persona, portata all’ospedale, era vicina alla fine i suoi parenti più stretti, A 10 persone piace questo articolo. Mi piace

Professori maceratesi in vacanza…

Storiella vera di alcuni anni fa Co’ ‘na gita in coriera, organizzata pe’ ghjì a vedè’ li siti archeologici, adè partiti un bo’ de pistacoppi assurtiti e tra de issi c’era professori, ‘nbiegati, vutticà e pure ‘n bar de geometri. A 8 persone piace questo articolo. Mi piace

Marabotto da Macerata

Quando i maceratesi erano furbi e incutevano paura, una novella di Franco Sacchetti del 1300 Al tempo che la Chiesa di Roma perdeo la Marca d’Ancona, fu un uomo che si chiamava Marabotto da Macerata A 10 persone piace questo articolo. Mi piace

Il barbiere davanti al Ministero

È solo una ironica questione di cortesia Correva l’anno 1957, o giù di lì, e il Sindaco di Macerata Elio Ballesi dà ordine al suo segretario, il compianto Libero Paci, A 9 persone piace questo articolo. Mi piace

La scoreggia nei secoli

(Autore ignoto) Sin da quando il mondo aveva ben viventi Adamo ed Eva, A 10 persone piace questo articolo. Mi piace

Tipi di scoregge

Quello che nessuno scrive ma che tutti fanno… Matilda: si sviluppa sotto sforzo, esce velocemente ma brevemente e ha un odore anonimo. A 10 persone piace questo articolo. Mi piace

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