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Il gasdotto avanza inesorabile verso le nostre zone montane terremotate

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Sarà uno dei motivi per cui ritarda tanto la ricostruzione post sisma tra i monti?
no tap

Nonostante le proteste di residenti e proprietari terrieri, vanno avanti i lavori del “Corridoio Sud del Gas”, malgrado i Comitati sorti in tutta Italia ed Europa cerchino di contrastarne la realizzazione con manifestazioni, inchieste giornalistiche e raccolte firme, tutte azioni che fuori dall’Italia stanno facendo molto rumore, per assurdo tanto impegno non ha altrettanto riscontro nei media Italiani: la nostra opinione pubblica ignora tutto ciò, o resta indifferente alle poche notizie che girano.

Come già più volte da La Rucola pubblicato (questo il reportage più dettagliato: http://larucola.org/2017/04/03/reportage-da-colfiorito-non-basta-il-sisma-ora-anche-il-gasdotto/), queste opere, che servono a portare gas principalmente in Germania e in Francia, devasteranno pesantemente il nostro ecosistema, e cosa più inconcepibile, attraverseranno la dorsale appenninica in zona altamente sismica.

Ci assale un enorme e atroce dubbio: far avanzare in silenzio la “Trans Adriatic Pipeline” potrebbe essere uno dei motivi per ritardare così tanto la ricostruzione post sisma?

Forniamo ai lettori alcuni links con nomi, numeri e tutto ciò che serve per cercare di suscitare magone e rabbia:

http://www.recommon.org/tap-azerbaijani-laundromat-lo-scandalo-continua/

Particolarmente inquietante l’articolo sulla provincia greca di Kavala, dove la pipeline dovrebbe attraversare una zona archeologica con sottofondo di torba (forte rischio di autocombustione) e soggetta ad allagamenti quando piove:

https://recommon.atavist.com/tap-in-grecia-il-nuovo-reportage

Ecco cosa avviene in Puglia:

http://www.lecceprima.it/politica/gasdotto-tap-ministero-esclude-regione-puglia-prescrizioni-progetto.html

Raccolta firme per fermare la Tap:

https://350.org/no-tap-letter/

Simonetta Borgiani

22 settembre 2017

 

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