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Un valore da non dimenticare: la Gratitudine

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di Fulvia Foti, dal suo abbaino sul mondo, n° 7
gratitudine

Abbiamo la tendenza ad avvicinarci alla preghiera, per chiedere sempre.  Gridando anche dei “perché”. Ma non dobbiamo dimenticare che esistiamo per un atto d’amore infinitamente superiore e ciò dovrebbe bastare a far scaturire dal nostro cuore la gratitudine. L’anima capace di vivere così come è: un’anima accesa dalla luce. Poiché riconoscere d’aver ricevuto più di quanto meritiamo, procura una virtù fondamentale nella vita, l’umiltà. La gratitudine non è evento che fa “audience” al giorno d’oggi, eppure la gratitudine mostra la cosa più semplice del mondo: la bellezza della nostra anima. A volte è sufficiente un sorriso per ricambiare un gesto di gratitudine. Noi stessi e gli altri dimentichiamo le cortesie e i favori ricevuti. Diamo per scontato che quanto ottenuto nella vita, sia familiare quanto amicale, sia a noi dovuto, sia normale averlo e sottovalutiamo questi valori, che invece dovrebbero cementare, come un patto di sangue, quel sentimento del “a buon rendere” con gratitudine eterna! E verso il nostro pianeta che ci ospita, quale gratitudine dimostriamo? Inquinandolo? Deturpandolo? Cambiandone i suoi naturali valori e virtù? Noi calpestiamo ogni giorno quella parte del nostro pianeta, la terra, il suolo, da molti considerato solo un supporto asfaltato, per parcheggiare l’auto. Invece il suolo, specie quello dedicato alle attività agricole, è uno dei processi bio-geochimici, che ci permettono di vivere. Il suolo è un bene comune, il suolo è un insieme di minerali e di vita, è il luogo dove, da milioni di anni si  chiude un ciclo e se ne apre un altro. “Polvere sei e polvere ritornerai”. Riciclo senza scarti, senza perdite! Il suolo, oltre che produrre cibo, filtra e depura l’acqua, che proviene dalle falde, per addurre acqua ai nostri acquedotti. La società non è sempre consapevole a sufficienza della importanza del suolo e continua con il suo sfruttamento distruttivo. L’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) ha calcolato che oltre la perdita dei servizi di maggiore importanza e l’aumento dei  rischi  ambientali,  queste colate di cemento e asfalto ci costano 800 milioni di euro all’anno. Ma ciò che deve preoccupare di più è il suolo, che oltre a non essere infinito, poi una volta deturpato, impiega milioni di anni a ripristinarsi. “La nazione che distrugge il suolo, distrugge se stessa” affermava F. D. Roosvelt già quasi un secolo fa! C’è urgente bisogno di una legge che salvaguardi e protegga il suolo, come bene inalienabile, per i nostri figli per i nostri nipoti, per il loro futuro. Il suolo non è infinito ed è un bene comune. Cerchiamo di rammentare che Dio ha scritto un libro stupendo, le cui lettere sono la moltitudine di creature presenti nell’universo. Dai più ampi panorami alle più esili forme di vita, la natura è una rivelazione continua di sorgente di vita, di meraviglia e di reverenza. Una rivelazione continua del Divino. Apriamo la nostra anima alla gratitudine!

12 agosto 2017

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