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Il metanolo, in dosi elevate colpisce il cervello

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Il consiglio: diffidare dei prodotti anonimi: sempre!
vino bottiglie

Da osservazioni dirette, noto come, nel tempo, vengano accantonate, per non dire dimenticate, alcune norme importanti. Mi riferisco al Metanolo. Metanolo significa alcool metilico. La legge promulgata nel 1965 disciplina con precisione ed efficacia  la produzione, la  conservazione, l’aggiunta di additivi nonché la messa in vendita, il commercio e la distribuzione per il consumo dei prodotti vinosi. Inoltre, successivamente, direttive comunitarie hanno proibito la sovrappressione delle vinacce e delle fecce quali sottoprodotti della vinificazione tendenti a ottenere liquidi anomali che, addizionati, o utilizzati in vari modi, comportano rischi per la salute. Norme importanti che hanno perso l’attenzione dovuta. Tornando al metanolo si ricorderà come questo alcool metilico, mescolato con vino rosso di infima qualità, causò la morte di diversi accaniti bevitori. Questi signori produttori incoscienti avevano fatto un calcolo approssimativo trascurando il consumatore. Infatti un solo bicchiere poteva causare disturbi passeggeri, un breve stordimento, ma in dosi maggiori (in termini di concentrazione), pericoli gravissimi. L’alcool metilico è un autentico veleno, perché, in dosi elevate, colpisce il cervello. Ho posto in evidenza tale prodotto che viene ricavato dalla distillazione delle vinacce e dalle fecce empiricamente perché chi si accinge ad ottenerlo in questo modo, si giustifica dicendo che ha tolto durante il processo una quantità di distillato (il capo e la coda). Una vera scusa. Il truffatore, infatti, non si fa scrupolo alcuno di mescolare l’alcool metilico con quello etilico perché poi ne fa illecito commercio. Ho potuto notare che oggi l’arricchimento con questo liquido avviene in diverse circostanze: diffidare del vino i cui contenitori non esibiscono alcuna etichetta che ne indichi il contenuto e la provenienza, si tratta cioè di produzione anonima e quindi dubbia. Spesso si specula sulla”rarità” per far apparire l’eccellenza del prodotto: altro autentico e pericoloso inganno. E vi è anche di più. Vini prodotti in tempi in cui essi erano severamente  proibiti dalla legge ed esclusi dalla distribuzione per il consumo, oggi sono ammessi. Diffidare anche di questi. Per esempio, una volta il vino poteva essere contenuto in vetro, legno, ceramica, terracotta. Non altri. Oggi tutto va bene, ovvero cartone e plastica. Quei legislatori allora forse  erano stati troppo restrittivi ma sicuramente animati da quella serietà e attenzione nel salvaguardare un prodotto di largo consumo che, come il vino, costituisce un “tesoro” della nostra Italia. Il mio consiglio: diffidare dunque dei prodotti anonimi. Sempre.

Walter Filoni

4 agosto 2017

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