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La signora ignora…

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Ovvero la storia “scomparsa” del Piceno dà molto fastidio
capra

“Me ne andavo un mattino a passeggiare quando ho visto un manifesto in mezzo al muro…”, parlava di Medioevo. Sono un appassionato lettore di libri di storia, tra questi preferisco gli autori locali perché liberi da condizionamenti politico-ideologici. Dagli storici locali è possibile ricostruire la storia complessiva vedendola crescere dal basso e non calata dall’alto, da intellettuali che alcune volte non distinguono i fatti dalle loro opinioni. Per questa mia passione mi sono ritrovato ad ascoltare una lezione tenuta a un gruppo d’insegnanti. Con meraviglia una di queste signore, dall’accento tedesco e con un chiaro complesso di superiorità e con molta, molta, molta, molta insistenza, dimostrava di ignorare una nota teoria che da 25 anni serpeggia, creando polemiche, tra la parte più colta della società maceratese: l’ubicazione di Aquisgrana nelle Marche. La signora ignora infatti che al prof. Carnevale, che per primo ha parlato di questo argomento, è stata consegnata la cittadinanza onoraria di Corridonia. La signora ignora, forse, che Corridonia sia una città. La signora ignora che nel 1992 la teoria della capitale Franca nel Piceno è stata esposta nell’organo ufficiale della Provincia di Macerata. La signora ignora che il 28 gennaio 2014, ricorrendo i 1200 anni dalla morte di Carlo Magno, l’Assessore Regionale alla Cultura ha inaugurato, insieme con il prof. Carnevale, una lapide nella chiesa di San Claudio al Chienti: sono stati gli unici al mondo a ricordarsi del grande Imperatore. La signora ignora, visto che lamentava la mancanza di interesse da parte del mondo universitario, che, il 16/7/2014 alla presenza del Pro-Rettore prof. Claudio Pettinari e il 13/12/2014 alla presenza del Rettore prof. Flavio Corradini e del presidente della Camera di Commercio, il 28/2/2015 alla presenza dei professori Gilberto Pambianchi, Marco Materazzi, Enzo Catani, l’ateneo di Camerino ha presentato una ricerca sui luoghi coinvolti con la presenza Franca. Visto che nel gruppo è compreso uno storico collaboratore di Carnevale, che ha scritto tre libri proprio insieme con lui, è evidente che tale ricerca, sotto altre vesti, riguarda l’Aquisgrana Picena. La signora ignora che il prof. Cosimo Semeraro, segretario del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, ha redatto la presentazione del libro del prof. Carnevale “La Schola Palatina e la Rinascenza Carolingia in Val di Chienti”. La signora ignora che, come riportato dal Resto del Carlino il 24 gennaio 2014, il prof. Federico Marazzi dell’Università di Napoli è venuto a San Claudio per informarsi. La signora ignora che il dott. Daniele Petrella, insignito del Premio Rotondi “Salvatori dell’arte nel mondo” 2014 ha curato la prefazione del libro di Carnevale – Antognozzi “Vita di Carlo Magno imperatore nella Francia Picena”. La signora ignora che tra le centinaia di conferenze il 23/4/2005, il prof. Carnevale ne ha tenuto una al Palazzo Reale di Milano invitato dall’associazione “Italia Medievale”. La signora ignora che dopo il 1992 ben 12 ricercatori hanno pubblicato libri attinenti all’argomento, questi sono: Antognozzi, Arduino, De Moreau, Graziosi, Mancini, Morresi, Natali, Orlandini, Rocchi, Sahler, Scoccianti, Torresi. La signora ignora che diversi laureandi hanno svolto tesi sulla teoria dei Franchi nelle Marche, come Chiara Morresi che nel 2004 si è laureata con il prof. Roberto Lavarini. La signora ignora che più volte di questa teoria su Aquisgrana a San Claudio si è parlato a cura del Tg Regione della RAI, nel 1993, 2009 e il 23/4/2016. La signora ignora che il 20/3/2014 si è parlato della stessa teoria a “Uno Mattina”, programma nazionale RAI. La signora ignora che Carnevale è stato intervistato per la BBC History. La signora ignora che il 17/3/16 una troupe belga ha effettuato una serie di interviste e riprese sui Franchi nel Piceno. La signora ignora che in Focus Storia n°119 (settembre 2016) si parla di Aquisgrana nelle Marche e che “Enigmi della Storia” ha fatto lunghe interviste a Carnevale. Mentre il relatore, nella lezione che stavo ascoltando, parlava del noto “Capitulare de Villis” e dei prodotti agricoli che ivi sono citati e che possono crescere solo nel bacino del Mediterraneo, la professoressa con accento tedesco e relativo complesso di superiorità, incredibilmente, affermava che tutti quei prodotti venivano intesi come appartenenti a tutto l’impero carolingio dimostrando in questo modo di ignorare che quel documento si riferisce al “Palatium”, quindi a un territorio relativamente ristretto che doveva alimentare con le sue risorse agricole tutti i componenti della corte. Le imposizioni del “Capitulare de Villis” non avrebbero mai potuto riguardare tutto l’impero; un  agricoltore di Chieti o dei Pirenei o del Nord Europa altrimenti come avrebbe potuto rivolgersi al Re o alla Regina per sapere cosa coltivare? La cosa che mi ha meravigliato non è il fatto che quella professoressa ignorasse queste notizie sull’alto Medioevo, non è possibile conoscere tutto, ma che volesse testardamente continuare a ignorarle. La signora ignora che anche i libri di testo scolastici incominciano a prendere le distanze dalla solita storia Medievale. La signora ignora che a pagina 38 del libro di testo di Valerio Castronovo, ISBN 978-88-221-8883-0, nella cartina sull’Europa del Mille, lo Stato della Chiesa comprende solo Roma e la parte marittima del Lazio. La Romagna, le Marche, l’’Umbria, l’Abruzzo, il Molise, la provincia di Rieti e la Campania sono lasciate in bianco, senza spiegare a chi appartengano. La signora ignora che a pagina 27 del libro di testo di Giovanni Borgognone e Dino Carpanetto, Pearson Italia 2017, le due cartine prima dell’843 e dopo il 1005 lasciano le Marche centro meridionali, l’Umbria, l’Abruzzo e la Campania in bianco: terra di nessuno. Non si sa bene cosa scrivere?! Sugli altri libri di testo (più conformisti), come sempre in passato, delle Marche non si parla. Le cartine riguardanti il periodo medievale, dalle quali la nostra regione non può essere eliminata, si contraddicono le une con le altre. Rimane singolare l’accanimento con il quale si vuol tappare la bocca a chi non la pensa come il gregge. Durante la II guerra mondiale il braccio di Hitler nelle Marche, Hagemann, usava le SS per cercare i libri che gli interessavano, oggi ancora non sono arrivati a questo livello e di ciò dobbiamo essere grati ai successori dell’illustre studioso.

Un socio dell’Associazione culturale La rucola

NdR: La signora ignora che La rucola da anni sta pubblicando intere pagine sulla storia scomparsa del Piceno.

15 luglio 2017

 

 

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