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Ceriscioli ora preferisce andare sul sicuro…

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Dopo la defaillance della pista ciclabile sceglie Arquata, situazione non criticabile
eraldo-mosconi

Premettendo che sull’opportunità di realizzare una pista ciclabile tra Civitanova Marche e Sarnano sono in linea di principio pienamente d’accordo, trovo invece grandi difficoltà a condividere la scelta che aveva fatto la Regione Marche di finanziarla con i fondi degli SMS solidali. Il sisma che quasi un anno fa ha colpito gravemente i nostri borghi ha lasciato ferite purulente e spesso mal curate. La gestione del “dopo terremoto” sta evidenziando poche luci e molte ombre, la gente è stanca e demotivata. In questo panorama poco rassicurante si innesta la scelta della Regione. La logica ci insegna che se stai morendo di fame e ti vengono regalati cento euro non vai a comprare un lingottino d’oro pensando che sia un investimento sicuro.

Il Presidente Ceriscioli, sentitosi sulla vicenda braccato dal montare della protesta, ha preferito procedere con un repentino dietrofront e con un colpo di spugna ha cancellato tutto. Sparisce la pista ciclabile da 5,5 milioni di euro e sono  azzerati completamente gli interventi per quel territorio trasferendo tutte le risorse ad Arquata del Tronto (è andato sul sicuro, chi potrebbe mai contestare una tale scelta che va in favore di una delle comunità più colpite dal sisma) che grazie a queste risorse si troverà in un prossimo futuro con un Municipio che farà invidia al Campidoglio e una scuola che potrà ospitare l’intera cittadinanza (1200 abitanti).

Tutto ciò cosa dimostra? Semplicemente la pochezza della programmazione della Regione Marche che è la prima a non credere nelle proprie scelte, ma pretenderebbe d’altro canto che i cittadini le accettassero supinamente.

Certo signor Presidente, perché a leggere l’elenco degli interventi ci sarebbe ben altro da discutere oltre all’intervento appena depennato! Sarebbe importante capire se i cittadini che hanno mandato quegli SMS avessero le stesse vostre intenzioni, se il recupero della strada Val d’Aso per 5 milioni di euro o il recupero della Grotta sudatoria di Acquasanta Terme per 3 milioni di euro rientrassero nelle loro priorità di finanziamento o non fossero alla stregua della pista ciclabile opere da inserire nella programmazione ordinaria della Regione e da finanziare con altre risorse.  Purtroppo quando si parla di ricostruzione la gente è sfiduciata. Tutto langue lasciando presagire tempi biblici e queste risorse potevano essere una boccata di ossigeno per gente esasperata, “l’anticipo” di altri interventi che tutti ci auguriamo arrivino presto, poteva essere un segnale di ripartenza, un’iniezione di fiducia a una popolazione ormai allo stremo delle forze, invece anche in questa occasione si è voluto procedere con l’ennesima provocazione, salvo poi rendersi conto che forse stavolta si era davvero superato ogni limite di decenza.

Sono sicuro che la scelta di spostare le risorse da tutt’altra parte sia stata motivata da una mera valutazione tecnica e che non voglia esserci nessuna volontà punitiva nei confronti di una popolazione troppo spesso dimenticata dall’Ente regionale, che però questa volta non è stata supina e accomodante e mi auguro altresì che quello che oggi non era opportuno realizzare con le risorse che i cittadini italiani hanno donato con tanta generosità per altri scopi, venga inserito nella programmazione ordinaria della Regione Marche che di concerto con i Sindaci del territorio potrà al momento opportuno realizzare l’opera, così come sarebbe stato logico fare fin dall’inizio.

Eraldo Mosconi, Presidente “Azione in Movimento”

15 luglio 2017

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