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“Lo petrojo” di Dante Cecchi al Feronia di San Severino

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La compagnia “Alternativa” porta una parentesi di serenità dopo gli eventi sismici
teatro feronia ph cinzia zanconi

 

Sabato 8 aprile il teatro Feronia di San Severino Marche ospiterà una serata dedicata a Dante Cecchi, illustre cittadino maceratese che tra i suoi tanti meriti e talenti ha avuto anche quello di essere un sapiente e arguto autore di testi teatrali in dialetto.

Si comincerà alle ore 21:00 con la presentazione del volume “Dante Cecchi, Teatro”, realizzato dalla Fondazione Carima e curato da Pierfrancesco Giannageli, docente di Storia dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna.

La pubblicazione vuole rendere omaggio a questo stimato intellettuale del Novecento – le cui opere sono ancora oggi di grande attualità nonché foriere di spunti di riflessione – che ha largamente contribuito alla valorizzazione della lingua dialettale, elevandola a patrimonio culturale di straordinario valore da trasferire alle nuove generazioni, anche attraverso la rappresentazione scenica.

La serata proseguirà alle 21:45 con la commedia “Lo petròjo”, che per l’occasione verrà messa in scena dalla locale compagnia teatrale “Alternativa” con la regia di Maria Cristina Perticarari.

L’auspicio è che il “Professore del sorriso”, come spesso ci si riferisce a  Dante Cecchi, possa portare una parentesi di serenità a questa città messa duramente alla prova dai recenti eventi sismici.

Note di regia

La commedia di Dante Cecchi “Lo petròjo” ci proietta in una casa di contadini della media collina maceratese agli inizi degli anni ‘60, quando, terminata la ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale e ristabiliti i rapporti sociali, economici e politici, i più giovani cominciano a percepire la spinta del progresso e di un tenore di vita più ricco, “annusato” mediante i modi e gli oggetti che i soldati americani e inglesi fecero conoscere durante gli anni della Liberazione. Il testo non presenta rilevanti momenti comici e risulta piuttosto lento nello svolgersi delle scene, tuttavia agisce sulla caratterizzazione dei personaggi. È quest’ultimo aspetto che abbiamo voluto esaltare, come pure la contrapposizione tra vecchio e nuovo, senza però voler esprimere giudizi. Ancora, ci è sembrato opportuno, con la trasposizione di una scena, dimostrare la riconquistata espressione politica dopo gli anni del Fascismo.

Maria Cristina Perticarari

Ingresso 10 € – Info e prenotazioni T 0733 638414 (Pro Loco)

Foto Cinzia Zanconi

07 aprile 2017

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