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“Il prezzo” al Lauro Rossi di Macerata

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Il lavoro di Arthur Miller è andato in scena per la regia di Massimo Popolizio
Il-prezzo

Lo spettacolo di Massimo Popolizio è d’impatto fin dalla scenografia che accoglie il pubblico a sipario aperto: una poltrona e un giradischi ai lati opposti del palco, una ripida scala e poi tanti mobili accatastati, uno sull’altro, ingombranti e tetri sotto i teli che li ricoprono, ingombranti come possono essere i ricordi del passato e come i due fratelli che non si incontrano da sedici anni, tetri come la crisi americana del ‘29, sfondo del dramma, e come le tragedie dell’animo.

Questi mobili devono essere stimati per la vendita dopo la morte del padre e gli si deve dare, appunto, un prezzo. Da qui scaturisce l’incontro dei due fratelli, lo stesso Popolizio affiancato da un efficace Elia Schilton, in questa stanza così grande e immobile, teatro in cui emergono tutte le incomprensioni, le menzogne e le recriminazioni sopite sotto la polvere.
Victor/Popolizio appare subito nella sua insicurezza quasi maniacale, ancor più insicuro sotto la spinta della volubile moglie Esther (una bravissima Alvia Reale) e ancor più fragile vicino al fratello Walter/Schilton così ficcante nelle parole e nei movimenti.
Accanto ai mobili così presenti si sente forte però l’assenza di un padre che anche dopo la morte incombe sulla vita dei figli, influenzandone ancora i rapporti, colpendoli e consumandoli attraverso i ricordi. È il denaro la miccia per far esplodere i due fratelli, loro così mobili in una scena smaccatamente immobile in cui solo la ripida scala rappresenta forse la discesa/ascesa su cui si muove il loro cambiamento.
Salomon/Orsini viene interpellato e chiamato sul posto per valutare i mobili e subito lui, vecchio acrobata saggio, scatena i ricordi di questa famiglia americana e le loro differenti posizioni: Victor/Popolizio racconta la sua vita fondata su “valori”, mentre Walter/Schilton la rapporta a un “listino prezzi”.
Non si riesce a rimanere insensibili ai dialoghi duri, feroci, incalzanti così come il cuore non può non sussultare al finale spiazzante e altamente carico di emozione. E carico di applausi per i bravissimi attori.

Lucia De Luca

21 marzo 2017

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