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Notizie vere, curiose e divertenti tratte da “Dicerie popolari marchigiane”

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di Claudio Principi
p 17 papa sisto V

Il santino vecchio e Papa Sisto V

Che fine faceva lu sandì (il santino) quando, liso e invecchiato, non soddisfaceva più l’occhio e non era più in grado di accendere la illimitata fiducia? Si decideva di acquistarne un altro nuovo da lu sandà (venditore di immaginette sacre) e per disfarsi di quello vecchio non bisognava, Dio ne guardi!, gettarlo in alcun modo, pena grosse disgrazie in famiglia. Andava bruciato sul focolare domestico e mentre il santino vecchio si disfaceva ed era incenerito dalle fiamme, i familiari presenti, dopo essersi segnati con il segno della croce, a mani giunte recitavano per 3 volte: “Come ssandu t’adoro, come ccarte te bbrùscio!” (Come santo ti adoro, come carta ti brucio!). Tale procedura scaramantica è stata adottata dal nostro popolo sulla falsariga di quella divulgata da un popolarissimo aneddoto, che ha per protagonista Papa Sisto V. C’era in un convento dei Castelli Romani un miracoloso Crocifisso di legno che, di quando in quando, mandava sangue vero fuori dalle ferite e da questo miracolo i frati traevano dei bei quattrini. Ma Papa Sisto, sicuro che vi fosse sotto una impostura, andò di sorpresa a visitarlo e lì, coram populo, fattosi dare una scure, disse ad alta voce queste parole: “Come Cristo t’adoro, come legno ti spacco!” E lo spaccò davvero a colpi di scure, scoprendo che dentro c’erano delle spugne imbevute di sangue. Di qui il motto proverbiale: “Papa Sistu non perdonò mango a Ccristu!

 

L’insalata di Papa Sisto V

Ecco un altro aneddoto relativo a Papa Sisto V. Un avvocato, che era stato amico del Papa prima della elezione al soglio pontificio, cadde in povertà e per ciò si ammalò. Fortuna volle che il suo medico lo fosse pure di Sisto V; come l’infermo gli narrò i suoi bisogni, il medico, commosso, riferì al pontefice. Questi dal suo giardiniere mando al malato una cesta piena di cicoria con, in fondo, una considerevole quantità di zecchini. Ricevuta siffatta pontificia insalata l’avvocato ne ebbe tale letizia che il suo fisico si riprese e il medico, tornato, lo trovò quasi guarito. Quando il medico vide la medicina disse al convalescente: “Ippocrate non aveva questi rimedi!” e, in seguito, al Papa: “Nella botanica non trovasi tale specie d’insalata per cui cedo alla Santità Vostra i miei malati”. Allora Sisto V aggiunse: “Di ammalati ne ho abbastanza ma tutti con mio dispiacere non posso curare alla stesa maniera!” Poi passò in proverbio per i bisognosi di denaro: “Ci vorrebbe l’insalata di Sisto V”.

24 novembre 2016

 

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