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Sogni di carta

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di Pia Giunti
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Bene, finalmente il piacere di leggere un libro pieno di positività; piccolo ma denso di contenuti espressi sotto forma di favole. L’autrice, Pia Giungi, è venuta a vivere giovanissima nel territorio maceratese, per l’esattezza a Montecassiano, e ama, da sempre, scrivere poesie e racconti per bambini, curando lei stessa le illustrazioni. Il suo modo di scrittura è pulito, ha parole semplici e di immediata comprensione, così come si conviene a chi vuole comunicare con i bambini. Il che non vuol dire che anche i nonni, o le mamme, mentre leggono a nipotini e figli, non riescano ad apprezzarne i contenuti. Il volumetto, di appena 50 pagine, contiene dodici favolette e in ciascuna di esse, alla fine, c’è una morale. Una parola che è come un ritornello musicale le accomuna: il rispetto verso gli altri, una condizione oggi se non proprio dimenticata  dalla  società in cui ci dibattiamo, quanto meno messa da parte, molto da parte. Perché se con le parole si parla molto di rispetto mancano poi, in definitiva, i fatti a supportare le chiacchiere. In questo libro si legge di onestà, di rispetto per la natura, di amore per i propri simili e per gli animali, di perdono, di reciproco aiuto, di comprensione dei problemi altrui, di solidarietà. I personaggi sono oggetti inanimati che, però si animano mostrando pregi e difetti riferibili agli umani; sono animali che danno lezioni agli uomini, come pure fa la natura. Alla fine c’è sempre una riconciliazione tra il male e il bene, tra chi vuole sopraffare e chi, invece, deve subire ma è per poco perché, come accade nel principio dei vasi comunicanti, tutto alla fine della favola si livella, si quieta, spariscono le alterazioni e la pace torna a regnare sovrana.                                         

Simonetta Borgiani  

 

La farfalla e la coccinella

In un bellissimo parco ornato di verde e fiori profumati, una farfalla dai colori vivacissimi svolazzava godendosi la meravigliosa giornata. Si posò su di un fiore per una breve pausa. Tanto era bella che non passò inosservata. Infatti tre bambini che quel giorno avevano deciso di catturare animali, ne fecero la prima vittima. E così la farfalla finì in una scatola senza fessure. Una coccinella che aveva assistito alla cattura decise di aiutarla. Avanzò con discrezione, si avvicinò alla scatola e con grande fatica sollevò il coperchio liberando la prigioniera che, ancora impaurita, non si voltò neppure a ringraziarla. “Accidenti, la farfalla è scappata! Come ha fatto?” I ragazzi, arrabbiati, si vendicarono con la coccinella che, destino volle, non aveva  fatto  in  tempo  a  fuggire. La chiusero in un barattolo di vetro avvitandolo molto stretto, l’appoggiarono poi sopra un muretto. Intanto la farfalla, passato lo spavento, decise di tornare indietro; si accorse che la sua salvatrice era in gabbia. Senza perdere tempo andò in cerca di Cip, il suo amico uccellino che capì la gravità del pericolo. La coccinella era rassegnata alla sua sorte quando vide arrivare i due animaletti. Mentre la farfalla distraeva i tre mocciosi, Cip prese la rincorsa e fece cadere il barattolo a terra in mille pezzi. I bambini cercarono d’impedire che anche la coccinella si liberasse ma l’uccellino li teneva a bada volando basso sopra le loro teste. Nel frattempo la farfalla prese con sé la coccinella e volò via, seguita poi da Cip. I ragazzi rimasero sbalorditi dall’aiuto che gli animali si erano scambiati e promisero di non infastidire più alcuno, specie gl’indifesi.

04 novembre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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