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L’acquisto del ParkSi: ennesima sciagura maceratese

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Il M5S sposta l’attenzione dalle auto al cittadino, evidenziando lo sperpero di denaro pubblico
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Bisogna riconoscerlo: con la seconda giunta Carancini un tema centrale come quello della mobilità è diventato finalmente di rilievo nel dibattito politico cittadino.

Perchè quello della mobilità è un tema centrale, almeno per noi del Movimento 5 Stelle? Perché gestire le modalità di spostamento all’interno di una città significa prendere decisioni importanti su come i suoi cittadini si incontrano e si relazionano in quel Bene Comune che è lo spazio aperto. La centralità dell’automobile tra le modalità di spostamento sinora pianificate ha fatto si che ci sia stata una grande omologazione degli spazi aperti e, siano piccole vie o maestose piazze, la loro stragrande maggioranza è quasi sempre coinvolta e stravolta da un più o meno perenne flusso veicolare, con il conseguente az­zeramento delle possibilità di fruizione “pubblica” di quegli spazi.

Con questa seconda considerazione azzeriamo (con rammarico) il merito che avevamo inizialmente riconosciuto al sindaco: nella slide di presentazione del progetto #maceratafacile si ammette candidamente che l’elemento centrale della proposta è l’acquisizione da parte dell’APM di un parcheggio per le auto, il famigerato ParkSi.

Di fianco all’errore fondamentale di considerare l’auto come mezzo principale per gli spostamenti in città, nella proposta della giunta Carancini vi è l’assurdo dal punto di vista economico: qua si sta pianificando di far investire ad APM circa tre milioni di euro per dotare la città di un parcheggio che è già a disposizione del sistema della mobilità cittadino e che l’amministrazione tiene bellamente in disparte, tanto che oggi quel parcheggio perde ogni anno, con le perdite in aumento, oltre duecentomila euro.

Questa cosa il sindaco ce la deve spiegare, meglio di quanto non abbia fatto sinora, evitando spiegazioni incomplete, basate su falsità o errori grossolani (non ultima l’affermazione che il ParkSi perde­rebbe solo settantamila euro all’anno perché le altre perdite sono legate all’ammortamento dell’investimento iniziale): quale è la prospettiva alla base della scelta di spendere una cifra così importante, con un bilancio comunale oramai ridotto all’osso, per rilevare da un privato la gestione di un parcheggio, invece che investire quella stessa cifra per riqualificare percorsi pedonali, per realizzare vie ciclabili, o per potenziare il trasporto pubblico locale?

Faremo al sindaco anche un’ultima domanda: e il resto della città? A quando un vero piano della mobilità che riguardi tutto il territorio comunale, trattando tutte le sue zone con la stessa attenzione?  Nella proposta della giunta, al di fuori delle mura c’è il vuoto. L’unica cosa è la definizione di una zona pedonale, una porzione del centro appunto, dove andare a passeggiare una volta che ci si è arrivati con l’auto. Decisamente poco.

A Macerata, anche e soprattutto con il lancio di queste proposte, se non ti muovi con l’auto sei perduto.

Il trasporto pubblico è un concetto evocato diverse volte nella presentazione di #Maceratafacile, ma utilizzato di fatto solo per giustificare, tra l’altro in maniera artificiosa, la necessità dell’acquisto del ParkSi tramite lo spostamento del capolinea di rampa Zara ai giardini Diaz. Ricordiamoci che, ad oggi, l’unico intervento reale attuato da questa amministrazione sul trasporto pubblico è stato l’aumento dei biglietti dell’autobus. D’altronde, in perfetta coerenza con quella scelta, oggi Carancini parla di abbonamenti mensili per i parcheggi a 18 euro, mentre l’abbonamento mensile per l’autobus ne costa 30. Quindi, del trasporto pubblico, questa amministrazione non sa cosa farsene se non utilizzarlo in funzione della mobilità veicolare.

Fa specie osservare che una giunta sostenuta anche da forze politiche e culturali che si richiamano al Bene Comune, sia riuscita a costruire una proposta sulla mobilità imperniata sul mezzo indivi­duale per antono­masia, l’automobile, cancellando completamente l’aspetto comunitario dello spazio aperto. A dir la verità, questo tipo di dinamiche le osserviamo oramai da decenni, ma questa volta c’è il rischio di veder buttata dalla finestra una quantità esagerata di denaro pubblico. Qua, in gioco, non c’è l’enne­simo indebolimento di un ideale che sopravviverà nonostante i tradimenti di chi do­vrebbe proteggerlo in cambio di chissà cosa, ma la possibilità di poter offrire, in futuro, servizi e protezioni alle parti più deboli della città.

La posta in gioco è quindi altissima e noi del Movimento 5 Stelle faremo di tutto affinché questa operazione deleteria non vada in porto. Ci mettiamo al contempo a disposizione di chiunque voglia colla­borare alla costruzione di una città solidale, migliore di quella di oggi, anche quando bisogna spostar­si. Diamoci una mano e arriveremo ad una Macerata migliore.

26 luglio 2016

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