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La scoreggia nei secoli

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(Autore ignoto)
p 15 scorregge 2

Sin da quando il mondo aveva

ben viventi Adamo ed Eva,

era in voga in tutti quanti

di coprirsi nel davanti;

ma nessuno pensò, strano,

di coprirsi il deretano.

 

Le scoregge più discrete

disturbavano la quiete

ed allora i dolci suoni

non urtavano i calzoni.

La scoreggia di gran gloria

si è coperta nella storia;

 

fin da quando i sodomiti,

di scoregge assai periti,

per eccesso di misura

si otturavan l’apertura.

I romani allor sommessi

non frenarono gli eccessi.

 

Pur l’Augusto imperatore

scoreggiava a tutte l’ore

e la corte assai perfetta

scoreggiava in etichetta

e, perfino in casi gravi,

scoreggiavano gli schiavi.

 

Si racconta che Tiberio

scoreggiasse serio serio,

che Caligola il tiranno

scoreggiasse tutto l’anno,

e più d’una ogni mattina

ne sganciasse Catilina.

 

Cicerone per ore intere

discorreva col sedere,

quelle poi di Coriolano

si sentivan da lontano

e, con schiaffo sulla trippa,

scoreggiava pure Agrippa.

 

Muzio Scevola e Porsenna

ne portarono per strenna

alla festa d’Imeneo

ove il console Pompeo

e più ancora il gran Lucullo

scoreggiavan per trastullo.

 

Scoreggiava Roma intera

da mattina sino a sera,

scoreggiava in grande stile

 

pure il sesso femminile,

mentre invece Cincinnato

le faceva in mezzo al prato.

 

Scoreggiava come tuono

Cleopatra dal suo trono

in contrasto ad Agrippina

che facevale in sordina;

e Cornelia ai suoi gioielli

ne lasciava dei fardelli.

 

Scoreggiava come tuono

Cleopatra dal suo trono

in contrasto ad Agrippina

che facevale in sordina;

e Cornelia ai suoi gioielli

ne lasciava dei fardelli.

 

Le faceva senza posa

Messalina silenziosa,

scoreggiava assai felice

la dolcissima Beatrice

ed il sommo padre Dante

le annusava tutte quante.

 

Le scoregge del Boccaccio

ti rendevano di ghiaccio;

scoreggiava pure il Tasso

imitando il contrabbasso,

mentre invece Machiavelli

sradicava gli alberelli.

 

Il gran Volta, con la pila

scoreggiava sempre in fila,

d’Archimede dir si vuole

che oscurasse pure il sole,

mentre a colpi di pennello

le faceva Raffaello.

 

Scoreggiò Napoleone

pure al rombo del cannone:

“La battaglia non si perda!”

e Cambronne disse: Merda!

ch’è la cosa più sicura

se c’è in mezzo la paura…

 

Dopo quanto è stato detto

non si può chiamar difetto

se noi pure qualche volta

le facciam a briglia sciolta,

perciò è logico e prescritto

che scoreggi il sottoscritto!

25 luglio 2016

 

 

 

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