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A Macerata nel 1860 chi c’era e che faceva

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Quando la città aveva quasi 20mila abitanti, con 3.617 famiglie in 2.420 abitazioni
macerata

La città di Macerata in 166 anni si è molto trasformata, infatti nel 1860 si sviluppava per oltre due miglia e il censimento le assegnava 19.632 abitanti dei quali 10.956 abitavano in città e 8.676 in campagna. In tutto le famiglie erano 3617 distribuite in 2420 abitazioni. Le parrocchie urbane erano San Giuliano (la più popolosa), SS.Salvatore e Giovanni, San Giorgio, Santa Maria della Porta; poi c’erano le parrocchie dei borghi: San Michele, San Giovanni Battista. Numerose le parrocchie rurali con Santo Stefano, Santa Maria del Monte (l’unica ad avere tante abitazioni per tante famiglie: 143 case per 143 famiglie, in tutto 1106 anime), Santa Croce, Santa Maria delle Vergini e SS.Crocefisso di Villa Potenza. In città c’era mercato ogni mercoledì e sabato e fiere importanti nel martedì prima dell’Ascensione, negli ultimi due giorni di agosto ed il 3 dicembre. Assai rinomato era il mercato dei bozzoli da seta. C’era la Cassa di Risparmio, il Monte Ulissi che prestava denaro, due Monti frumentari (riuniti in uno) che prestavano agli agricoltori, gratis, oltre 150 rubbia di granaglie e il Monte Barroccio che ne dispensava altre 500 rubbia con assai tenue elemosina. Troviamo grandi depositi di ferro, 2 fabbriche di letti in ferro, una di cera, una di fuochi d’artificio, 2 di acquavite, 4 di chiodi, 3 di maioliche, 3 di sapone, una di pianoforti, 6 di carrozze, 3 di “accendilumi fosforici”, 6 di pasta alimentare, altre di confetture, cioccolato, cappelli, tele di lino, tegole e mattoni; una fonderia di vetro, una di campane; 6 oreficerie, una argenteria, 6 armieri, un arrotino, un astucciaio, 6 banderari e sellari, 5 calderellari, 4 carrari, 22 falegnami, 10 fabbri; 5 forni, 2 sediari, 3 maniscalchi, 2 secchiari, 2 stagnini, 2 scalpellini, uno stampatore di rame, 10 barbieri, 8 modiste, 6 sarti mercanti, 13 sarte, un ombrellaio, 3 orologiai, 2 pasticcieri, 2 liquoristi, 2 tintorie, varie concie di pellami e bigattiere, 4 tipografie, una filanda con 56 caldaje, 4 profumerie, 27 botteghe di mercanti, una cartoleria, 5 negozi di cereali, 2 fiorare, 2 gioiellieri, 5 librai, 7 botteghe di munizioni da caccia, 14 sali e tabacchi, 15 calzolerie, 8 caffè, 5 locande, un fondaco di generi di lusso, 8 avvocati, 58 procuratori, 6 notai, 2 dentisti, 10 medici condotti, 14 medici e chirurghi “avventurieri”, 2 flebotomi condotti e 3 “avventurieri”, un veterinario, 4 levatrici, 6 architetti, 9 agrimensori, 8 maestri di musica, 3 pittori, 2 scultori, 4 doratori, 2 intagliatori, 6 ebanisti, 7 pittori da camera, 8 verniciai, 2 sensali, 3 bigliardi, 5 farmacie. A Villa Potenza ci sono due mulini a grano, uno con cinque macine, l’altro con due, un maglio, un mulino a olio, una sega ad acqua, una speziaria. I maceratesi sono cortesi, affabili, il paese più pulito che altrove e l’aere che vi si respira è assai puro. 

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