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Notizie vere, curiose e divertenti tratte da “Dicerie popolari marchigiane”

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di Claudio Principi
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Montefiore, Carassai e Montedinove

Secondo le storie antiche e più accreditate, a fondare Montefiore, Carassai e Montedinove, tutti e tre in provincia di Ascoli Piceno, furono due religiosi di Massignano, vissuti in tempi remoti. Si trattava di un frate e di una monaca in odore di santità, in quanto esemplari nei comportamenti, zelanti nella fede e intraprendenti oltre ogni dire nella diffusione di essa. Una bella mattina i due, nell’intento di fare penitenza, decisero una lunga, estenuante, camminata e diressero subito i loro passi verso un vicino colle dominante la valle dell’Aso. Data la poca distanza vi giunsero presto e quale non fu la loro meraviglia nel vedere la gran quantità di fiori che ivi si trovavano: fiori belli e di ogni sorta. Il frate e la monaca si abbracciarono di gioia e si dissero l’un l’altra: “Questo è un Monte di Fiori!” Ebbene, bastò la sintonia di questa loro affermazione e quell’abbraccio per far sorgere dal nulla Montefiore dell’Aso! Dopo il reciproco e comprensibile compiacimento i due religiosi, allacciati alla vita, ripresero lietamente il cammino. Scarpinarono a lungo e giunsero a un colle posto sempre oltre la riva destra dell’Aso. Poiché era sopraggiunta la sera si allestirono un giaciglio, recitata l’Ave Maria e venuto il buio, su quel giaciglio andarono a coricarsi vicini; il frate, nell’abbracciare la monaca, con grande commozione e incontenibile desiderio mormorò: “Cara, car’assai!” ed ecco, come per incanto, allo spuntar dell’alba sorgere su quel medesimo colle, intorno al loro giaciglio, il paese di Carassai. Lasciata Carassai e proseguendo verso ponente sullo stesso crinale, cammina cammina ed evitato Montalto che già esisteva, i due religiosi si dissero che non ci sono due miracoli senza tre. Infatti… giunsero ai limiti di un boschetto situato su di un altro colle e siccome tra loro, dopo la notte trascorsa a fare l’amore, continuavano le effusioni, alcuni pastori molto si meravigliarono del contegno dei due, un contegno che non si addiceva loro per via del voto di castità. Il frate e la monaca, per evitare scandali si inoltrarono nel boschetto, ma la fitta vegetazione affaticava il cammino della monaca che chiese di sostare un po’. Il frate l’accontentò e così si sedettero accanto in una piccola radura. Ben presto la monaca, presa dal desiderio si sdraiò sul fraticello e disse al compagno: “Monta de novo!” Fu così che i due, una volta soddisfatto il loro desiderio e ripreso il cammino, diedero vita senza minimamente rendersene conto a Montedinove. Fatto il terzo miracolo ritornarono a Massignano, felici e contenti per le festose accoglienze dei massignanesi, che poterono vantare la fondazione di tre cittadine.   

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